Tutta l'Italia è insorta quando, dal prestigioso Palazzo di Montecitorio, è uscita la proposta, tanto inopportuna quanto impopolare, di una tassa sugli animali, in particolare sui cani di proprietà.
Sepolta sotto un'onda di disapprovazione, la proposta è rientrata con, si fa per dire, la coda fra le gambe da dove era venuta.
Il respiro di sollievo di chiunque, amante degli animali o possessore di alcuni di essi, non tiene però conto di una realtà tanto inquietante quanto poco conosciuta: i costi, da vero strozzinaggio, dei farmaci ad uso veterinario.