I più preoccupati per l'emergenza smog nell'Unione europea? Siamo noi. L'81% degli italiani crede che la qualità dell'aria sia peggiorata negli ultimi dieci anni, contro una media Ue del 56%. Lo rivela l'ultimo sondaggio Eurobarometro, a cui hanno risposto 25.525 cittadini dei 27 Paesi dell'Unione dai 15 anni in su. E quattro europei su cinque pensano che l'Ue debba proporre nuove misure per affrontare il problema.
Sotto accusa, in particolare, le emissioni di veicoli (96%), l'industria (92%), i trasporti internazionali (92%) oltre all'incapacità dei governi. Il 72% degli europei, infatti, non è soddisfatto degli interventi finora realizzati.
Dal punto di vista delle conoscenze in possesso dei cittadini sui problemi legati alla qualità dell'aria, l'Italia, però, non fa una bella figura: solo il 48% dei nostri connazionali è informato. Contro il 68% dei finlandesi, il 60% degli ungheresi e il 57% degli sloveni, i tre Paesi sul podio in questa classifica.
Particolarmente alte, ancora, le percentuali di chi si preoccupa per la salute. L'87% degli europei considera l'asma, le allergie e altre malattie respiratorie una "questione seria". E la preoccupazione sale al 92% se si passa a considerare le patologie del cuore.
Tra i sistemi di energia considerati "amici" dell'ambiente, poi, brillano le auto elettriche (71%) mentre le macchine ibride si fermano al 39%. Non solo: il 63% dei cittadini dell'Ue intervistati ritiene che la riduzione dell'uso dell'auto sia una delle più urgenti azioni individuali da mettere in pratica per limitare le emissioni di gas serra. Nel contempo, un europeo su sette crede che le fonti di energia rinnovabili debbano essere una priorità. E questa è la soluzione preferita in tutti i Paesi dell'Unione per migliorare la situazione entro i prossimi trent'anni.
"I cittadini vogliono che interveniamo e risponderemo rivedendo nel 2013 le nostre politiche in materia di qualità dell'aria", ha commentato il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik, che ha anche ricordato le cifre dell'emergenza: "La nostra stima è che nel 2010 siano state 420mila le morti premature a causa dell'inquinamento dell'aria". Ecco che in questo momento gli europei "ci stanno chiedendo - ha aggiunto Potocnik - più misure in settori chiave e una migliore informazione sull'efficacia delle politiche".
Non a caso, allora, il 2013 è stato battezzato Anno europeo dell'aria: "Questa decisione riflette sia la serietà economica del problema, sia l'impatto sulle persone", ha detto Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea per l'ambiente.
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